DUE O TRE COSE DA FARE E DA NON FARE
E' iniziata la campagna delle
primarie, i tre candidati si confrontano con i cittadini sul futuro di Vaglia e
l'attenzione degli elettori è alta. Il Partito Democratico, TUTTO il PD, ha promosso il dibattito
attraverso la nuova e positiva esperienza di “Vaglia Lab”, un'apertura al
dibattito ed ai contenuti proposti anche da esterni al partito, nel corso della
quale sono state individuate e discusse alcune linee programmatiche, condivise
dai candidati. Tutto bene quindi? A parer mio non abbastanza. Perché è mancata
un'approfondita analisi su dieci anni di amministrazione,(non per nostalgia ma
per imparare dalla nostra esperienza), sulle cose buone fatte e su quelle
sbagliate, sul metodo seguito e su quello che vorremmo fosse messo in atto nel
futuro e perché parte di quella condivisione di programmi sembra già
dimenticata da qualcuno. Provo a sintetizzare il mio pensiero.
Non posso dimenticare che alcune
scelte fondamentali per la vita del Comune sono state prese senza consentire un
vero dibattito e senza coinvolgere la popolazione. Un esempio per tutti,
l'unione Fiesole-Vaglia. Ho condiviso
l'obbiettivo, certamente non il percorso e la mancanza di verifiche dei
risultati. Trovo anzi che quello è l'esempio di come NON deve essere
amministrato un comune. Il direttivo del
PD è stato chiamato a ratificare una scelta già fatta dalla giunta a pochi
giorni dall'approvazione in consiglio comunale, la popolazione è stata
informata un paio di giorni prima. Possibilità di intervento? Pari a zero. Il
dado era stato tratto. Ho chiesto ripetutamente che l'amministrazione avviasse
una verifica del rapporto costi-benefici, anche per migliorarlo, prima
dell'avvio della campagna elettorale. Sto ancora aspettando. Continuo a pensare
che la scelta sia stata giusta, anche nella prospettiva della città
metropolitana, dove altrimenti un comune di 5000 abitanti non avrebbe voce, ma
anche che il rapporto amministratori-amministrati non deve essere
autoreferenziale.
Pensare oggi di amministrare senza il
fattivo coinvolgimento dei cittadini non solo è sbagliato, ma totalmente
fallimentare. Un esempio, piccolo ma significativo, di cose fatte (bene) con il
coinvolgimento della popolazione: l'adesione a "Puliamo il mondo". Lì
la giunta ha saputo coinvolgere ed è stato un successo. Nella prospettiva di
risorse sempre più scarse, o si riuscirà a coinvolgere cittadini ed
associazioni, anche nel processo decisionale, e quindi a “fare sistema”, oppure
dovremo rassegnarci ad un quinquennio di soli tagli alla spesa o di aumento
delle imposte. Non ricordo dissociazioni, in questo come in altri casi, da quel
modo (sbagliato) di procedere. Vero Marinella? Apprezzo comunque il tuo
tardivo, e spero non solo elettoralistico, accenno di cambiamento di rotta.
Altra cosuccia non da poco. Il PD di
Vaglia ha votato ALL'UNANIMITA'
contro qualunque ipotesi di realizzazione di discariche di rifiuti nel
territorio comunale. Alimentare strumentalmente la sacrosanta preoccupazione
dei cittadini su un'eventualità di questo tipo a scopi elettorali è, a mio
parere, la negazione del corretto rapporto candidati-elettori. Infatti,
sorvolare su questo fatto di importanza fondamentale, come sul fatto che
l'eventuale procedura richiederebbe la variazione della destinazione d'uso
dell'area e la Valutazione di Impatto Ambientale e, quindi, la piena
disponibilità dell'amministrazione entrante, mi sembra un po' troppo
“disinvolto”. Così come lasciare intendere, con proiezioni solo parziali del
testo, che il Piano interprovinciale dei rifiuti abbia già deciso la
realizzazione di una discarica di rifiuti speciali a Paterno. Mentre,
semplicemente, non è di sua competenza. Vero Leonardo? Anche se va detto che
certe improvvide lettere scritte nel passato possono aver alimentato i
sospetti. Ma la sostanza NON cambia: TUTTO
il PD di Vaglia è contrario alla realizzazione di una discarica.
Concludo con una considerazione
scontata, ovviamente del tutto personale come i miei giudizi: non appoggio in
questo confronto delle primarie chi cavalca qualunque cavallo pur di rincorrere
il consenso, senza curarsi troppo dell'obbiettività e degli effetti delle
proprie posizioni, né chi non si è mai espressa, rimanendo schiacciata dal
conformismo e dall'uniformità di pensiero nei confronti di quelle scelte
dell'amministrazione che considero sbagliate, ma chi ha avuto la capacità di
elaborare posizioni e proposte autonome e di argomentarle e difenderle, anche
quando nuotava controcorrente, conservando la correttezza di chi aderisce coerentemente
ad un partito. Come Stefania.
Buone Primarie a tutti.
Franco
Bucciarelli






